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Casa di Cultura Goffredo Parise di Ponte di Piave
Associazione Culturale "Euforia Costante"
in collaborazione con la rivista culturale
Finnegans
presentano
TEMPI DISPARI 2010
IL PIAVE - L'Antica Via d'Acqua
Gli scrittori e il fiume
Il viaggio narrativo e poetico di Goffredo Parise – Giovanni Comisso - Guido Piovene – Giacomo Noventa
Siamo lieti di presentare quest'anno la seconda edizione di
Tempi Dispari, una rassegna artistica che traccia un percorso ideale e letterario attraverso i territori che abbracciano il fiume Piave, luogo simbolico della nostra memoria collettiva e grande mito identificativo per molti artisti.
Il tema della manifestazione è un omaggio agli scrittori che hanno raccontato il fiume e che hanno trasferito su molte pagine memorabili tutta la poetica umana, naturale e spirituale racchiusa in questo territorio.
Direzione artistica Carla Stella
Direzione organizzativa Diego Lorenzi
Tema
“Esiste nel cuore dei veneti una persuasione fantastica, che la loro terra sia un mondo, un sentimento ammirativo e quasi un sogno di se stessi”
(G. Piovene)
L'antica via d'acqua: il viaggio come metafora, i villaggi, la gente di montagna e di pianura, il rigagnolo e poi il fiume che corre verso la laguna. La parola vaga nel firmamento dell'immortalità come una traccia, un'orma sottile che contrasta con tutto ciò che vediamo, che conosciamo e con la nostra stessa ragione. Il nostro presente sarebbe impensabile e completamente diverso se non ci fossero stato loro. La gente del Piave.
Il Piave come “arteria aperta” (A. Zanzotto) scorre nel passato come una grande via d'acqua che dalle Dolomiti si tuffa nell'Adriatico, trascinando uomini, merci, racconti, leggende, come spettatori in una grande raffigurazione ottocentesca. Un viaggio itinerante, un'esplorazione che ridisegna una geografia fluida e tattile, sensibile al richiamo di un'economia che invoca un riscatto, un benessere che il fiume può offrire all'uomo che sa sfruttare una risorsa così preziosa per la sua sopravvivenza.
Un fiume, il Piave, rappresentato anche come incarnazione di un grande
viaggio narrativo, che feconda poesia e letteratura in un'incessante processo creativo che sfocia nelle grandi pagine dei racconti di Comisso, Parise, Buzzati e Piovene, nei versi di Noventa e di Zanzotto.
Ed ecco, infatti, che un percorso esplorativo, quasi una
roadmapping letteraria sembra affacciarsi nella fantasia creativa dei nostri scrittori del Piave: sulle sue sponde Comisso bambino aveva giocato alla guerra “tutte le domeniche dopo il Vespro”. Ed ancora: “...Io vivo di paesaggio, riconosco in esso la fonte del mio sangue” (da Veneto Felice). Gli fa eco Parise, scrittore che scelse volontariamente l'esilio felice del rifugio di Salgareda, in riva al fiume: “...Non sono più veneto da molti anni e se la mia regione ha ormai spazi internazionali, il mio sentimento è piccolissimo e fortissimo ed è tutto racchiuso nel Veneto, specie sulle immense ghiaie infuocate del Piave durante l'estate e l'azzurro torrente che vi scorre in mille rivoli e pozze gelide”. Anche Dino Buzzati, bellunese, scoprì il fiume da bambino, come Comisso, andando a pescare con i figli dei contadini: “...Il Piave era per me un piacere visivo e un piacere acustico, con i suoi vari rametti gorgoglianti tra le pietre bianche...con questi colori straordinari del fondo, viola, azzurro, verde...”.
È importante perciò, attraverso questo progetto, soffermarci a considerare tutti questi aspetti della natura, della storia e della poetica di un fiume che, partendo da una falda dolomitica, fugge verso il mare, disegnando quasi una cartografia emotiva nutrita di passioni, slanci ideali, speranze e illusioni, sentimenti che hanno sempre accompagnato il suo lento, silenzioso e a tratti anche furioso ed assordante tragitto.
Accanto all'antico incedere della storia del fiume dentro l'alveo della sua vita segreta ed umana, rappresentata anche dalla remota “discesa” delle zattere lungo il suo corso (un transito avventuroso e spesso eroico di uomini e merci -una circolazione ed un nomadismo comunicativo che spesso si rivelava l'unica fonte di notizie per le popolazioni degli approdi-), il Piave consegna alla storia italiana il simbolo più nobile e più glorioso del suo destino di grande mito identificativo e fondativo dell'unità nazionale. Come sappiamo, il fiume arginò e respinse, con il sacrificio di migliaia di soldati italiani, l'avanzata austriaca nella prima guerra mondiale, sancendo in modo inequivocabile la sacralità di un luogo e di un territorio, il Veneto, simbologia di una terra riconsegnata ad una dimensione umana e spirituale e, soprattutto, ad un'identità perduta e ritrovata.
Questa manifestazione culturale, attraverso il ricordo e la testimonianza degli scrittori che andremmo ad incontrare, vuole rappresentare una piccola “combustione” della memoria storica, un evento che si misuri con l'indagine e la conoscenza di un passato ricco di storia e di tradizione popolare, che, purtroppo, suggestionato dalla metamorfosi di un presente che ne corrode l'identità e schiacciato da un processo quasi irreversibile di trasformazione sociale e strutturale, sembra fuggire inghiottito dalla nebbia del tempo.
È anche per questo motivo che intendiamo onorare il presente con un appuntamento di grande respiro artistico e di forte impatto culturale.