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Casa di Cultura Goffredo Parise di Ponte di Piave
Associazione Culturale "Euforia Costante"
Faber- Società Cooperativa Sociale
in collaborazione con la rivista culturale
Finnegans e gli
Assessorati alla Cultura di Ponte di Piave e Salgareda (Treviso)
presentano
TEMPI DISPARI
Tre giornate di poesia e musica sul Piave
Tempi dispari è una manifestazione che vuole affermare il principio della fratellanza e dell'identità interculturale, servendosi della scrittura come veicolo di dialogo universale, a partire dalle voci poetiche che fluiscono in prossimità del loro luogo d'origine, ma anche dai suoni intermittenti di versi che scorrono accanto e che confluiscono tutti insieme alla ricerca del senso profondo della vita.
Tempi dispari è anche quella scrittura veloce, con improvvisi scarti, che procede con noncuranza cercando di arrivare prima possibile alla fine.
Per questo motivo, gli ospiti che abbiamo invitato cercheranno di dare un senso storico-culturale all'intreccio poetico che, partendo dalla Casa Parise di Salgareda e dalla poetica dello scrittore veneto, si dirami in infinite direzioni, in una continua ricerca ed infinite esplorazioni, affinché la poesia non si disperda e diventi il tempo d'elezione per questo “battito” armoniosamente atonale di un presente sempre più dissonante.
Direzione artistica Carla Stella
Direzione organizzativa Diego Lorenzi
Tema
Il percorso di un poeta – il viaggio di Parise attraverso l'inquietudine esistenziale, come fuga dalla paura e dal dolore – il ritorno all'origine, al rifugio di Salgareda in riva al Piave, fiume che identifica un'appartenenza fisica ed ideale ad una comunità.
Il viaggio come metafora del cammino dell'uomo e della vita che s'intreccia con la storia di altri uomini e di altri percorsi, contaminazioni di esperienze esistenziali, di cultura e di vita quotidiana.
Questa rassegna di poesia e musica, che lambisce il tragitto umano e poetico di Goffredo Parise e a tratti lo attraversa, battendo il terreno in lungo e in largo con versi, prosa errante e suoni d'oltreconfine, vuole rendere omaggio allo scrittore che più di altri ha cercato nell'essenza della vita vissuta fino in fondo una delle tante risposte alla sua ricerca interiore, nel viaggio e nella conoscenza diretta la sua personale verità.
Il suo nomadismo artistico lo ha portato a rincorrere voci, popoli, culture in conflitto tra loro, mescolando la propria visione del mondo con quella illegittima, irregolare, controcorrente, di uomini e nazioni che gridano la propria impotenza e che cercano disperatamente di sopravvivere ad un destino già segnato.
Così, abbiamo pensato di irrigare il terreno a noi più familiare, quello di casa, con la presenza di voci poetiche e musicali che affluissero, come acque generose e benefiche, nel nostro Veneto più profondo e poeticamente più fertile.
“In fondo il Veneto ha avuto il suo riscatto, e la sua cultura popolare, dal mondo moderno, il mondo della produzione e del consumo. Altro che Veneto bianco, cattolico, bigotto, eccetera, i luoghi comuni della politica! Il Veneto era, ed è, forte, barbaro, e dunque produttivo e dunque industriale. La sua arte se nasce senza alcun dubbio dalla cultura (non c'è arte senza cultura), affonda tuttavia anch'essa dentro la terra, nelle sue radici, nei suoi minerali, nel suo fondo di fuoco (ancora Zanzotto)”- (G. Parise da “Il Corriere della Sera” 1.7.1983).